Il CIPE sblocca 5,5 miliardi per investimenti pubblici

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Nonostante la difficoltà a far quadrare i conti pubblici, arrivano dal Cipe e dal ministero dello Sviluppo risorse per le infrastrutture.

Oltre 2,5 miliardi di euro per portare avanti la realizzazione di infrastrutture strategiche già avviate, 600 milioni all’Anas per nuove opere stradali, e 123 milioni per interventi medio-piccoli nel Sud.

Il ministro Corrado Passera ha confermato i 4,8 miliardi per la realizzazione delle opere comprese nel Programma per le infrastrutture strategiche.

E il Cipe ha assegnato con altre decisione prese ieri (6 dicembre 2011), e che non rientrano nel Programma, altri 700 miliardi di euro. In totale la cifra annunciata dallo stesso presidente del consiglio al Parlamento è stata un po’ superata, si arriva a 5,5 miliardi di euro.

Importanti opere potranno così andare avanti. Come la linea ferroviaria alta velocità/alta capienza Treviglio-Brescia, per il secondo lotto arriveranno 919 miliardi di euro. O come l’alta velocità Milano-Genova cui sono stati assegnati 1.100 miliardi. Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Infrastrutture della Lombardia Raffaele Cattaneo. «Il risultato ottenuto oggi conferma la volontà del governo di dare attuazione alle infrastrutture, rendendole punto importante per lo sviluppo dei paese».

Al Mose di Venezia vanno altri 600 milioni. Il Mose è stato completato per circa il 70% e come ha notato l’assessore regionale alla Legge speciale per Venezia, Renato Chisso, queste risorse avvicinano il traguardo finale dell’operatività dell’opera, che serve a proteggere Venezia dall’acqua alta. Il Mose è la più grande opera idraulica del mondo. «Sarà un esempio di ingegneria di cui andare fieri», dice Chisso. Anche tante altri cantieri minori potranno andare avanti, come la strada Palermo-Agrigento, strategica per la Sicilia orientale. E nuove iniziative potranno procedere, come quella della metro di Bologna, grazie alla conferma dei 267 milioni di finanziamenti statali stanziati per il progetto. Se non fosse stato messo a gara, a fine anno sarebbe stato revocato.

I 2,5 miliardi per l’alta velocità ferroviaria si riferiscono, come il Mose, ad opere già inserite nel Programma delle infrastrutture strategiche. Non ne fanno invece parte i 598 milioni di euro assegnati all’Anas per il contratto di programma 2010-11, che secondo il presidente Piero Ciucci «andranno a finanziare il piano di manutenzione straordinaria con interventi importati per la sicurezza stradale». In molti casi si tratta di opere in corso che devono essere completate. Su proposta del ministero per lo Sviluppo il Cipe ha assegnato anche 440 milioni di euro al Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Il decreto salva-Italia varato dal governo domenica contiene tutta una serie di novità per le opere pubbliche, che non hanno immediamente effetti finanziari.

Non sono stanziamenti, nuovi soldi, ma regole e procedure più snelle che come hanno spiegato sia Monti che Passera, porteranno in prospettiva importanti benefici, e sosterranno la ripresa economica. Razionalizzazione e semplificazione negli adempimenti per la progettazione e la realizzazione delle opere di interesse strategico. Nuove regole che incentiveranno l’apporto di capitale privato. O che aprono anche alle piccole e medie imprese la possibilità di partecipare agli appalti. Secondo il nuovo governo questo aiuterà l’Italia a dotarsi delle infrastrutture necessarie a diventare un paese più moderno.

Tratto dal Messaggero 7-12-2011 di Rossella Lama