TAV – accordo Italia Francia

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I lavori della tratta internazionale della Torino-Lione partiranno contemporaneamente in Francia e in Italia.

Tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 i francesi inizieranno a scavare il cunicolo di collegamento che unisce le discenderie di La Praz e Saint Martin La Porte che, con il consenso dell’Ue, diventerà una delle due canne del tunnel di base lungo 57 chilometri.

Nel 2013, in Valsusa, i primi cantieri sorgeranno tra Susa e Bussoleno e serviranno per costruire il ponte sulla Dora e a scavare una galleria a forma di chiocciola lunga 1,5 chilometri. Ponte e mini-tunnel permetteranno l’interconnessione tra la linea storica e quella ad alta capacità che si attesterà nella città segusina. E lì, sui terreni adesso occupati dall’autoporto e dalla Sitaf, la società che gestisce l’autostrada Torino-Bardonecchia, entro la fine del 2013 inizieranno anche i lavori per la stazione internazionale di Susa.

Il primo passo è stato fatto ieri con la pubblicazione sul sito di «Ltf» del bando di gara internazionale per la progettazione del terminal ferroviario.

II ponte sulla Dora da una parte e Saint Jean de Maurienne dall’altra segnano i confini della tratta internazionale definiti nel nuovo trattato firmato ieri mattina al ministero delle Infrastrutture.

L’accordo stabilisce tempi e modalità della realizzazione dell’opera che ha un costo complessivo di 8,2 miliardi e che sarà realizzata in due fasi.

Nella prima, saranno scavati il tunnel di base lungo 57 km, e realizzate le due stazioni internazionali.

Nella seconda saranno realizzate le nuove parti di accesso (in Italia il tunnel di 19 chilometri sotto l’Orsiera) ma modalità e tempi di realizzazione sono rinviati ad un successivo accordo.

In ogni caso sin dalla prima fase – i lavori dovrebbero essere completati in dieci anni – il nuovo tunnel sarà perfettamente funzionale.

L’Italia si farà carico di una spesa di 2,7 miliardi al netto del finanziamento europeo e dei soldi che tirerà fuori la Francia. E proprio da Parigi in questi ultimi giorni è arrivato il pressing per chiudere l’intesa in fretta. Il presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, infatti, è intenzionato a giocarsi il via libera ai lavori nel corso della campagna elettorale e il ministro delle Infrastrutture si era sbilanciato annunciando la presentazione del documento all’Assemblea nazionale ai primi di gennaio. I tempi della diplomazia, però, sono più lunghi ed è probabile che la ratifica del trattato avvenga entro febbraio. In ogni caso il ministro Corrado Passera, aprendo i lavori della Cig, ha ribadito la determinazione italiana nel realizzare l’opera: il nuovo governo ritiene che sia un indispensabile motore di sviluppo dell’economia e non una semplice opera pubblica.

La determinazione del governo non preoccupa il movimento No Tav che si prepara a resistere all’allargamento dell’area del cantiere del cunicolo esplorativo a Chiomonte. La Bassa Valle, infatti, è da sempre il cuore della protesta ed piena di comitati spontanei. Bussoleno, poi, coinvolta marginalmente dai lavori, è una delle roccaforti. Lì è attivo dal 1999 il comitato di lotta popolare dove insieme ai valligiani gioca un ruolo chiave il centro sociale Askatasuna di Torino. E lì da anni è segretaria del circolo di Prc una delle passionarie dei No tav, Nicoletta Dosio.

Tratto da La Stampa di Maurizio Tropeano 21 dicembre 2011