Le cifre della crisi

image_pdfimage_print

Il Pil italiano, dopo la caduta del 6,1% nel biennio 2008-2009, ha registrato una crescita dell`1,5% nel 2010 e di appena lo 0,5% nella stima relativa al 2011.

Le previsioni per l`anno in corso sono negative: -0,5% secondo l`Ocse e -1,6% per Confindustria.

Per il settore delle costruzioni, la crisi iniziata nel 2008, non e` ancora finita. I principali indicatori di contesto continuano a registrare segni negativi sotto il profilo produttivo e occupazionale: i dati Istat, riferiti ai primi nove mesi del 2011, mostrano un`ulteriore caduta degli investimenti nelle costruzioni e del numero degli occupati.

Rimane elevato anche il ricorso alla Cig da parte delle imprese operanti nel settore. Nel 2011 il numero di ore autorizzate ha raggiunto i 108 milioni, quasi il triplo rispetto al 2008 (40 milioni).

Le previsioni dell`Ance aggiornate nell`Osservatorio Congiunturale di dicembre scorso, indicano per il 2012, una flessione degli investimenti in costruzioni del 3,8%.

Nell`arco del quinquennio 2008-2012, il settore avra` perso il 24,1% in termini reali, riportandosi ai livelli di produzione di meta` degli anni `90.

In questo contesto, l`Ance ha presentato un articolato pacchetto di proposte. Il Governo, avendo riconosciuto la grave crisi del settore, ha accolto favorevolmente le proposte che, pero`, ad oggi solo in parte sono state ricomprese nei provvedimenti varati. L`Ance e` impegnata affinche` le proposte formulate vengano recepite.

In allegato sul portale ANCE www.ance.it è disponibile il numero di Ance Congiuntura – Gennaio 2012

Nota ANCE 84/2012