Qualificazione delle imprese specializzate e allarme occupazione

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Qualificazione delle imprese specializzate e allarme occupazione nel disinteresse generale…ma gli interessi particolari resistono e imperversano

Gli sviluppi legislativi in tema di qualificazione delle imprese specializzate nella categoria SOA OS21, rappresentate da AIF (Associazione Imprese Fondazioni) e ANISIG (Associazioni Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche) impongono una riflessione su un tema vitale: le imprese specializzate, che hanno investito per anni in attrezzature e personale qualificato, hanno ancora qualche possibilità di sopravvivenza in Italia?

Il ruolo delle Imprese Generali

Parrebbe proprio di no e quel che è peggio, parrebbe proprio che le Istituzioni e il mondo politico in genere, non considerino minimamente l’esistenza e l’importanza di un tessuto imprenditoriale composto di piccole e medie imprese fortemente strutturate in termini di personale, ma facciano del loro meglio per deprimerne lo sviluppo e le aspettative a tutto vantaggio di altri soggetti che possono essere individuati in due macro-categorie:

1) Le grandi imprese generali, che godono di grande capacità di ascolto presso le istituzioni, che partecipano a tutti i tavoli e impongono le loro regole, pur non rappresentando, tranne alcuni pochi casi (vedi i gruppi quotati in borsa), granché in termini di occupazione, in quanto il loro bagaglio tecnico è costituito perlopiù dai subappaltatori che orbitano nel loro raggio d’azione e che vengono di volta in volta utilizzati in modi spesso umilianti, sia a livello economico sia di gestione dei rapporti.

2) Buona parte delle piccole imprese generali, prive di qualificazione alcuna, e le varie corporazioni pseudo imprenditoriali annidate all’interno di alcuni ordini professionali, che si ostinano a difendere con ogni metodo il loro accesso ad ogni tipo di mercato ben sapendo che, in Italia, il mestiere del “general contractor” è decisamente quello che rende di più.

I Problemi della Qualificazione

La forza, in termini lobbistici, di queste due macro realtà, mantenuta nel tempo, ha consentito l’instaurazione di un sistema di qualificazione che “qualifica” chiunque abbia voglia e interesse a farlo.

La situazione riguardante la OS21 è emblematica: a fronte di non più di 300-400 società che eseguono direttamente opere speciali nel sottosuolo, ne esistono circa 5000 che possiedono la categoria SOA OS21, che affollano le gare d’appalto e acquisiscono lavori che rivendono al meglio in subappalto e che con le fatture rimpinguano il loro certificato SOA. Queste società spesso non hanno qualificazione alcuna, non hanno personale e il loro fiore all’occhiello sono gli uffici amministrativi e i supporti legali.

Questo sistema malato perdurerà fino a che la politica e le istituzioni non si degneranno di ascoltare anche coloro che sono veri portatori sani di occupazione!

In questo ultimo periodo poi il ritornello ricorrente addotto a scusa per non cambiare nulla è: c’è la crisi! oppure c’è l’Europa che ci impone la trasparenza e la liberalizzazione del mercato!

Peccato che in Italia la selezione delle imprese a livello di qualificazione si esaurisca, nella quasi totalità dei casi, nella fase di acquisizione dei lavori: durante la fase di esecuzione i controlli svaniscono e tutto si risolve sempre in qualche modo, magari con costi enormi, qualità scadente, sicurezza inesistente: ma l’importante è che ci siano tutti i documenti cartacei a posto.

 

Il rinvio dell’entrata in vigore del Regolamento al Codice dei Contratti

Emblematici a livello di provvedimenti legislativi adottati sono, a parte il ridicolo e continuo rinvio dell’entrata in vigore del nuovo regolamento al Codice dei Contratti, per esempio i contenuti tecnici alla base del rinnovo delle categorie SOA variate, che prevedono praticamente la possibilità di riutilizzare i vecchi certificati, oppure la scandalosa vicenda legata all’obbligo di patentino di abilitazione all’uso di macchine complesse, come elemento obbligatorio in origine per la concessione delle categorie SOA e che probabilmente verrà invece ridotto a documento necessario per la sola esecuzione di opere speciali: ancora una volta a gioire saranno coloro che non hanno personale e attrezzature per eseguire lavori in OS21, che potranno qualificarsi e rivendere il lavoro in sfregio anche a tutte le norme che regolano il subappalto.

La OS21 però non è solo opere speciali ma è anche geotecnica e prove in sito e in questo settore anche Anisig si è battuta fortemente per ottenere dispositivi legislativi qualificanti che consentano, tra l’altro, di impedire l’accesso al mercato a quelle realtà che non possiedono i giusti requisiti di qualificazione: a tal proposito con il nuovo Regolamento è stata riservata una categoria SOA (la OS20B) esclusiva per gli esecutori di indagini e prove in sito e, inoltre, è stato introdotto, con l’avvento delle Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni, un dispositivo di autorizzazione all’esecuzione di prove in sito con decreto rilasciato dal Ministero Infrastrutture Trasporti su parere del Consiglio Superiore Lavori Pubblici sulla base di un allegato tecnico specifico. Ovviamente tale dispositivo ha suscitato l’ira di tutti quei soggetti che non hanno voglia ed interesse a strutturarsi adeguatamente, ma che ritengono assai più agevole acquisire commesse con il solo possesso della attestazione SOA rivendendole al migliore offerente oppure di altri soggetti che hanno sempre eseguito, al di fuori, senza ogni controllo sia in termini di qualità sia di sicurezza, alcune particolari prove in sito. Tutti questi soggetti hanno sorprendentemente trovato uno strenuo difensore nell’ambito della categoria professionale dei Geologi, che tra l’altro, in gran numero costituiscono il gruppo dirigente delle imprese specializzate.

Il Decreto Sviluppo e la soppressione dell’articolo 7

È dell’altra settimana un ultimo tentativo di smantellare la procedura autorizzativa con un vero e proprio colpo di mano in Commissione Ambiente e LLPP con la soppressione di un comma dell’articolo 7 del D.L. Sviluppo.

Art. 7 che era stato inserito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti su consiglio illuminato del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, prof. Karrer, per porre fine a residui problemi di interpretazione della norma legislativa di riferimento. Siamo comunque fiduciosi che le motivazioni di tale soppressione, risibili e prive di alcun fondamento, rendano possibile, quanto prima, il definitivo chiarimento del problema nell’ambito di un altro decreto legge.

L’aspetto preoccupante è che singoli soggetti prestatori di suggerimenti poco qualificanti riescano a trovare ascolto e alloggio in coloro che sarebbero deputati a difendere gli interessi della collettività. Nel caso in esame poi, vi è anche da considerare che, qualora venisse in un prossimo futuro, definitivamente smantellato il principio dell’Autorizzazione Ministeriale ad eseguire prove in sito, un centinaio di aziende che si sono sobbarcate l’onere di adeguarsi alla normativa, si vedrebbero costrette a chiedere conto di ciò al Ministero con ulteriore danno per la collettività considerando i posti di lavoro a rischio.

L’allarme occupazione

L’allarme per l’occupazione, derivante da un sistema di qualificazione che, nell’intento di rendere trasparente e libero il mercato, in realtà ne facilita l’accesso a soggetti con pochi scrupoli e nessuna vera qualificazione, è acuito dalla situazione di crisi del settore edile, per nulla supportato da un Governo, attentissimo a reperire in qualunque modo risorse dalla collettività, sia sotto forma di legittima lotta all’evasione fiscale, sia sotto forma di meno legittimo inasprimento fiscale (per inciso le accise sui carburanti introdotte con frequenza e quantità scandalose sia dal Governo centrale sia dagli Enti locali stanno contribuendo pesantemente a peggiorare i costi delle ns imprese) ma molto meno attento a restituire parte di quelle risorse al mercato in modo dare un contributo alla ripartenza del settore produttivo con benefici immediati su occupazione (e minori costi assistenziali) e creazione di nuova ricchezza. Un esempio eclatante riguarda i fondi deliberati dal CIPE a gennaio per il finanziamento di lavori destinati alla difesa del suolo ed alla manutenzione del territorio che tanti benefici darebbero alle comunità in termini di sicurezza ed alle piccole imprese in termini di rilancio del mercato e che il Ministero dell’Economia persevera nel non concedere.

Tralasciamo poi il problema dei ritardati pagamenti dello Stato alle imprese: sono mesi che vengono fatti annunci di soluzioni del problema e poi si scopre che la spending review taglierà fondi anche a quegli Enti deputati alle direzioni lavori che quindi ritarderanno ulteriormente (e già sta succedendo in questi giorni) i pagamenti alle imprese.

Siamo stanchi di annunci cui fa seguito il nulla, siamo stanchi di non essere ascoltati o peggio di essere umiliati da una politica che finge di non sapere dove sta la vera occupazione, che si ostina ad ignorare le difficoltà finanziarie del sistema, lasciando il sistema bancario abbandonato a se stesso con ripercussioni pesantissime sulla contrazione dei prestiti alle aziende e che persevera nell’escogitare ogni giorno una modalità per drenare risorse in qualunque modo dal settore produttivo delle piccole imprese.


Una nuova voce a sostegno del settore: la presentazione al prossimo Geofluid

Le Associazioni di riferimento della OS21 Aif e Anisig intendono nei prossimi mesi unire le proprie forze con ulteriori realtà associative quali Iatt (Italian Association for Trenchless Technology) e Anipa (Associazione Nazionale Imprese Pozzi per Acqua) per far sentire la propria voce a difesa degli interessi del settore.

Un appuntamento fondamentale di presentazione delle ns istanze sarà il prossimo 5 ottobre in occasione del Geofluid 2012 presso Piacenza Expo, durante il quale cercheremo di evidenziare le tante problematiche del settore mettendo i presupposti per cui nessun politico, nessun dirigente degli uffici legislativi, nessun Consigliere dell’Autorita di Vigilanza, nessun componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed in generale nessuno degli addetti ai lavori possa nascondersi dietro alla solita ricorrente giustificazione del non sapere……

Se anche l’attuale Presidente del Consiglio Dott. Monti sostiene di dover salvaguardare l’economia reale… Crediamo che sia giunta l’ora che tutti coloro i quali appartengono alla categoria dei veri Imprenditori partecipino personalmente alla difesa delle proprie istanze revocando la delega ai vari Intermediari Economici di cui sopra.

Massimo Poggio, Presidente AIF

Mauro Buzio, Presidente ANISIG