Terre e rocce da scavo: aggiornamenti

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Aggiornamento 27 Febbraio 2013 – Nota ANCE

In attesa di un intervento normativo a livello nazionale, alcune Regioni si sono attivate definendo procedure ed adempimenti semplificati per il riutilizzo dei materiali da scavo prodotti nei cd. piccoli cantieri (< 6000 mc).

Si tratta, in particolare, dell’art. 199 della legge 21 dicembre 2012, n. 26 del Friuli Venezia Giulia, della delibera di Giunta Regionale della Liguria n. 89 del 1 febbraio 2013 e della deliberazione regionale del Veneto n. 179 dello scorso 11 febbraio.

L’obiettivo principale alla base dei provvedimenti regionali è quello non solo di fornire un quadro normativo di riferimento in materia per gli operatori pubblici e privati, ma soprattutto di individuare procedure che siano sostenibili sotto il profilo sia ambientale sia degli oneri e degli adempimenti posti carico delle imprese.

In questi primi mesi di applicazione del DM 161/2012, infatti, è emerso chiaramente che il procedimento delineato per il riutilizzo dei materiali da scavo risulta essere eccessivamente complesso dal punto di vista tecnico ed amministrativo per le imprese e soprattutto economicamente sostenibile solo quando si gestiscano grandi quantitativi di materiali.

A questa situazione di difficoltà pratico-operativa si sono aggiunte nuove incertezze applicative a seguito del parere del 14 novembre 2012 con il quale la Segreteria Tecnica del ministero dell’Ambiente ha affermato che il DM 161 non tratta dei materiali da scavo prodotti nell’ambito di cantieri di minori dimensioni, senza però indicare la disciplina applicabile in questi casi.

Per completezza, si evidenzia che nell’ambito del Consiglio dei Ministri del 8 febbraio 2013 è stato deliberato di sollevare la questione di legittimità costituzionale riguardo l’art. 199 della legge regionale 26/2012 del Friuli Venezia Giulia, in quanto tutela dell’ambiente, è di competenza esclusiva dello Stato.

In allegato sul portale ANCE l’art. 199 della L.R. 26/2012 della regione Friuli Venezia Giulia, la D.G.R. 89/2013 della regione Liguria e la D.G.R. 179/2013 della regione Veneto.


Il DM 161/2012 non si applica al materiale da scavo riutilizzato nello stesso sito in cui è prodotto: lo chiarisce il ministero dell’Ambiente con una nota predisposta dalla Segreteria Tecnica in risposta ad un quesito posto dall’Ordine dei geologi dell’Umbria.

Viene, quindi, confermata l’interpretazione formulata dall’Ance all’indomani dell’entrata in vigore del decreto, in base alla quale il materiale da scavo riutilizzato nello stesso sito in cui è stato prodotto è escluso dall’ambito di applicazione della normativa sui rifiuti ai sensi dell’art. 185 del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente) e quindi anche della disciplina del DM 161/2012.

Il Ministero interviene, altresì, con riferimento all’applicabilità della procedura prevista nel decreto ai materiali da scavo prodotti nell’ambito dei cd. piccoli cantieri (cantieri sino a 6000 mc), precisando che il decreto “non tratta l’argomento in quanto l’art. 266, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 così come modificato dall’art. 2, comma 45-bis. D.lgs. n. 4 del 2008 indicava la necessità di un diverso decreto”.

La nota del Ministero crea però nuove incertezze applicative dalle quali possono derivare i seguenti comportamenti operativi:

  1. In via principale trattare i materiali come rifiuti e quindi conferirli in discarica o impianto di trattamento;
  2. In alternativa e se economicamente conveniente, applicare il DM 161/2012, qualora si rispettino le relative condizioni e prescrizioni, al di là delle indicazioni del Ministero sulla sua presunta inapplicabilità;
  3. In via subordinata ricomprendere i materiali nell’ambito della categoria dei sottoprodotti di cui all’art. 184 bis del D.Lgs. 152/2006, al ricorrere delle relative condizioni, anche se in assenza dello specifico decreto.

Ad arricchire questo scenario di incertezza contribuiscono le diverse indicazioni operative che alcune Regioni (Friuli Venezia Giulia, art. 199 della L.R. 26/2012; Veneto) stanno predisponendo in materia proprio in considerazione sia dell’onerosità amministrativa ed economica dell’applicazione del DM 161/2012 per i piccoli cantieri sia della necessità di ridurre la produzione di rifiuti.

Nota ANCE Legislazione Mercato Privato