La gestione dei rischi geotecnici

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Come impostare efficaci politiche di gestione del rischio geotecnico?
A questa fondamentale domanda ha cercato di dare risposta il professor Chris Clayton dell’Università di Southampton, specializzato in Ingegneria Civile e Ambientale. Nel corso del suo articolato intervento al convegno, Clayton ha individuato le principali problematiche di settore, cercando poi di dare alle stesse alcune linee guida da seguire per il raggiungimento di soluzioni efficaci.


Una corretta gestione del rischio è fondamentale nel settore costruzioni, perché consente di avere strumenti a garanzia della salute, della sicurezza e della tutela ambientale. Questo aspetto coinvolge ogni componente del sistema: dai costi alla qualità finale, dal quadro normativo al valore commerciale del prodotto finito.
Data la sua centralità, la gestione del rischio deve essere affrontata a monte del progetto costruttivo, poiché dipende in larga parte dalla situazione geologica di partenza: una indagine del suolo superficiale o di routine rischia di non rilevare criticità che potrebbero avere pesanti ripercussioni future.
La questione investe inoltre anche l’aspetto progettuale, condizionando le scelte estetiche e di design, nonché la fase costruttiva. Questi vincoli non devono essere vissuti come limitazioni della creatività dei progettisti, bensì come opportunità di risolvere fin dalle prime battute le criticità: un progetto che evita deliberatamente problemi strutturali di difficile soluzione ha maggiori opportunità di successo.

In concreto, le politiche di gestione dei rischi devono partire dall’assunto secondo cui non esistono garanzie totali.

  1. Accettare i fattori d’incertezza connessi alla natura del terreno,
  2. valutare i punti deboli del progetto stabilendo gerarchie di rilevanza,
  3. creare comunicazione e attribuire responsabilità sono dunque passi necessari nella messa a punto di una procedura efficace.

Ma altrettanto importante è valutare la conoscenza della natura del terreno da parte dell’impresa, la sua esperienza in lavori similari e il rischio associato alla natura di quanto si andrà a costruire.

Solo la considerazione di questi elementi consente l’attuazione di politiche di progettazione, costruzione e monitoraggio capaci di gestire correttamente le percentuali ponderabili di rischio, accettando comunque la presenza di fattori imponderabili.