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Area Tecnica

Jet grouting

Jet grouting monofluido: L’iniezione ad alta velocità delle miscele avviene attraverso gli ugelli laterali di una testa “monitor” montata sulla batteria di aste di perforazione e solidale all’utensile di disgregazione.
Il getto della miscela, eiettato ad elevata pressione, funge da mezzo disgregate di miscelazione del terreno circostante.

Jet grouting a due fluidi:
È un sistema analogo al monofluido. L’iniezione ad alta velocità della miscela avviene attraverso degli speciali ugelli a fori coassiali, che permettono di iniettare la miscela insieme ad un getto di aria in pressione. Con tale sistema si riesce a mantenere coerente ed energizzato su più lunga distanza il getto di miscela cementizia.

Jet grouting a tre fluidi: L’iniezione della miscela stabilizzante avviene attraverso un ugello posto nella parte inferiore della batteria di aste di perforazione, mentre la disgregazione del terreno avviene attraverso un particolare ugello, posto al livello superiore, che eietta acqua ad elevata pressione.

L’efficacia del getto d’acqua è incrementata da un getto coassiale ed anulare di aria compressa. Con tale sistema l’azione disgregante avviene quindi tramite il getto ad elevata pressione di acqua ed aria, mentre la miscela stabilizzante viene iniettata nel terreno sottostante già disgregato e con contenuto d’acqua incrementato.

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Trattamenti colonnari meccanici

Si definiscono trattamenti colonnari meccanici gli interventi realizzati con tecniche atte a formare una colonna di terreno stabilizzato, di dimensioni univocamente definite, mediante mescolazione meccanica con apporto di additivi chimici inorganici.

Usualmente tali additivi sono cemento e calce.
Caso Cemento:
L’apporto di cemento può sostanzialmente avvenire in due modi:
  • Per via secca, mediante un flusso di aria in pressione;
  • Per via umida, inviando direttamente la miscela acqua cemento.
Gli scopi principali della stabilizzazione mediante apporto di additivi chimici possono così sintetizzarsi:
  • Controllo della stabilità volumetrica (rigonfiamento e ritiro)
  • Incremento della resistenza al taglio del terreno
  • Modifica delle caratteristiche di deformabilità
  • Variazione della permeabilità
NB: il meccanismo di stabilizzazione mediante apporto di calce o cemento è sostanzialmente simile, ed i prodotti finali delle loro reazioni sono una serie di silicati di calcio idrati.

Pali trivellati

Pali gettati in opera con asportazione di terreno – pali trivellati
Appartengono alla categoria tutti quei pali la cui realizzazione comporta l’asportazione del terreno: si parla in generale di pali trivellati poiché il foro può essere scavato con una benna o con speciali trivelle o sonde a percussione (rotary).

Tali tipi di pali possono raggiungere profondità normali di 40-50 m e presentano un diametro di 2 m, superabile in condizioni favorevoli. Rappresentano un tipo di fondazione celere ed economica, non avendo in genere alcuna cassaforma metallica o difesa del calcestruzzo.
Possono essere eseguiti in tutti i tipi di terreno e sono adatti a risolvere casi di fondazioni del tutto speciali (sottofondazioni).
 
Pali trivellati
Si definiscono pali trivellati quelli ottenuti per asportazione del terreno e a sua sostituzione con calcestruzzo armato. Durante la perforazione la stabilità dello scavo può essere ottenuta con l’ausilio di fanghi bentonitici o altri fluidi stabilizzanti, ovvero tramite l’infissione di un rivestimento metallico provvisorio.
 
 
 
Pali trivellati ad elica continua
Si definiscono pali trivellati ad elica continua i pali realizzati mediante infissione per rotazione di una trivella ad elica continua e successivo getto di calcestruzzo, fatto risalire dalla base del palo attraverso il tubo convogliatore interno all’anima dell’elica, con portate e pressioni controllate. L’estrazione dell’elica avviene contemporaneamente alla immissione del calcestruzzo.