2017: comparto edilizia non ha agganciato la ripresa

Il centro studi dell’ANCE ha presentato il 19 luglio scorso l’Osservatorio congiunturale dell’Industria delle costruzioni, evidenziando come per l’economia italiana si va consolidando la ripresa, con previsioni superiori alle attese. Per il settore delle costruzioni, invece, stremato da una crisi decennale, ancora non si riescono a scorgere segnali di cambiamento…

(FONTE ANCE)

I dati lo dimostrano: a gennaio 2017 la previsione era di una crescita degli investimenti in costruzioni dello 0,8%, oggi la stima è solo di +0,2%. Si tratta di un aumento trascurabile, del tutto insufficiente a creare le condizioni di effettiva ripresa per un settore che ha visto dal 2008 ridurre del 36,4% i propri livelli produttivi.

Il 2018 potrebbe essere l’anno di svolta per il settore delle costruzioni anche grazie agli effetti derivanti dalle misure previste dalla Legge di bilancio 2017. La previsione per il prossimo è di un aumento degli investimenti in costruzioni dell’1,5% in termini reali…

…per le INFRASTRUTTURE..

Si è interrotta la pesante caduta degli stanziamenti per nuove infrastrutture, registrata a partire dal 2009.

L’analisi del bilancio dello Stato per il 2017 segna, infatti, un incremento del 23,4% degli stanziamenti per nuove opere pubbliche che segue il +9% registrato nel 2016.

Un altro elemento che potrà dare impulso alla ripresa degli investimenti è rappresentato dal superamento del patto di stabilità interno e la previsione di alcune misure di finanza pubblica in grado di rilanciare gli investimenti da parte degli enti locali, dopo anni di forte riduzione degli investimenti.

Infine, il Governo ha definito una strategia pluriennale di investimento per i principali soggetti attuatori e programmi di spesa.

Solo considerando i principali canali di spesa, l’Ance stima un ammontare complessivo di risorse destinate alle opere pubbliche pari a circa 100 miliardi di euro, distribuiti in un arco temporale che va fino a 15 anni.

nel 2016 sono emersi dei problemi

“Occorre fare in modo che non si ripeta quanto accaduto lo scorso anno, nel corso del quale è stata completamente disattesa quell’aspettativa di rilancio degli investimenti pubblici che le misure adottate dal Governo, con la legge di stabilità per il 2016 e la flessibilità concessa dall’Unione europea per gli investimenti, per circa 4,2 miliardi di euro, lasciavano sperare.

La spiegazione va cercata, da un lato, nelle difficoltà che gli enti pubblici hanno riscontrato nello sfruttare le opportunità di rilancio degli investimenti previste nella Legge di stabilità per il 2016, quali, in particolare, il superamento del patto di stabilità interno con contestuale passaggio al pareggio di bilancio.

A ciò si aggiunga il cambiamento della cornice normativa, con l’entrata in vigore, a partire da metà aprile 2016, del nuovo Codice degli appalti pubblici (D.Lgs. 50/2016) che ha di fatto riscritto le regole per l’affidamento dei lavori pubblici.

Tali difficoltà sono dimostrate dal dato sulla spesa per investimenti dei comuni che nel 2016, secondo i dati Siope, hanno registrato una riduzione di circa il 13,5%.

Purtroppo anche nell’anno in corso emergono alcune difficoltà sia nella spesa per investimenti degli enti territoriali, sia nelle procedure di spesa delle risorse disponibili che continuano ad essere lunghe e farraginose.

Emblematico è il caso del Contratto di programma dell’Anas 2016, che risulta bloccato da circa 9 mesi. La sua approvazione è indispensabile per consentire l’utilizzo dei 6,6 miliardi di euro previsti per l’ente per le strade dalla Legge di stabilità 2016, ai quali di aggiungono i 5 miliardi del Piano Infrastrutture del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, approvato dal Cipe a dicembre 2016.

Altrettanto significativo è il fatto che, a distanza di 7 mesi dalla sua istituzione, ancora non sono state completate le procedure di ripartizione del Fondo investimenti da 47 miliardi di euro.

Inoltre, limitati appaiono gli effetti dei programmi dei fondi europei e nazionali della politica di coesione territoriale, che prevedono circa 44 miliardi di euro di interesse del settore.

Come nella precedente programmazione, si registrano lentezze nell’avvio dei programmi operativi nazionali e regionali dei fondi strutturali europei. Ad oggi, il livello di selezione dei progetti finanziati è pari solo al 26%”

…Ritardati pagamenti delle PA…

Nel 2017 i pagamenti della Pubblica Amministrazione continuano a rappresentare una forte criticità per l’attività delle imprese di costruzioni in Italia; una criticità che, oltre ad incidere negativa-mente sul funzionamento dell’economia e a determinare effetti negativi sull’occupazione e sugli investimenti nel settore, rappresenta un fattore di rischio nella strategia di rilancio delle politiche infra-strutturali perseguita dal Governo.

In media, le imprese che realizzano lavori pubblici vengono pagate 156 giorni (5 mesi) dopo l’emissione degli Stati di Avanzamento Lavori, contro i 60 giorni previsti dalla normativa comunitaria.

(tratto da FONTE ANCE)

E’ possibile consultare “La versione integrale dell’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni ANCE, la Sintesi, le slides di presentazione e la scheda stampa – su sito ANCE